Benessere

Il canto curativo e l’armonia del corpo

Il mio percorso vive immerso nel canto curativo attraverso il corpo…

Lungo il mio percorso di ricerca a 360° attorno al potere della voce e alla forza del canto, approdato nel progetto Il Canto Curativo, non potevo eludere le conoscenze tramandate dall’antica India e dalla medicina ayurvedica, in particolare dello yoga e del tantrismo.
I nostri antenati ci hanno trasmesso un sapere dettagliato sulla fisiologia energetica del nostro corpo, corredato in ogni sua parte di suoni-seme, sillabe sacre, fonemi.

Ci offrono un’incredibile “partitura” del sistema dei chakra, dove ogni petalo, ogni ruota, esprime vibrazioni acustiche specifiche per l’armonia e il benessere. Secondo questo pensiero, alla base del nostro corpo fisico vi è un biosistema il cui ruolo è quello di collegare l’energia onnipervadente (Paramchaitanya), con quella individuale, trasmutare i diversi livelli della nostra esistenza, nel reciproco scambio fra microcosmo e macrocosmo.

Questo Corpo Sottile, non visibile anatomicamente, è costituito da migliaia di canali, Nadi (“canale”, “tubo”), ove scorre il prana, (“energia vitale”, “Soffio”) e da centri psico-fisici detti Chakra (“ruota”). Dal loro funzionamento dipendono i plessi nervosi, gli organi e anche gli aspetti della nostra personalità.

Si ritrovano le prime descrizioni dettagliate nei testi in sanscrito sviluppatisi nel Kashmir, centro vitale di studi religiosi e laici attorno all’ XI sec d.C. Ma possiamo rinvenire le radici di tali tradizioni in epoche ben più lontane, come nel corpus vedico risalente al 2000 a C., che a sua volta raccoglieva saperi trasmessi per via orale da cantori, la cui origine si perde nella notte dei tempi.
Questo antichissimo e complesso sistema di conoscenze, frutto della plurimillenaria cultura indiana, spiega ed integra appieno gli aspetti fisici, emozionali e spirituali, in chiave sinergica.

Qualcosa sta cambiando, i saperi antichi stanno incontrando le nuove scienze per viaggiare insieme

Lo fa partendo da un concetto di base, che è di natura vibrazionale: solo intervenendo sul piano delle energie si può operare un profondo cambiamento per il nostro benessere e la nostra evoluzione. Anche in Occidente, dopo decenni di rigide divisioni fra discipline e aree di studio spesso contrapposte, assistiamo in questi ultimi tempi alla convergenza di saperi lontani, come la scienza, la psicoterapia, le discipline spirituali. Si affaccia uno stimolante campo di ricerca, che prevede l’integrazione fra cure mediche, trattamenti energetici e ricerca di pace interiore, aprendo prospettive interessanti.

La sapienza degli antichi e le nuove scienze si incontrano in una visione comune: siamo parte di un universo dove tutto è vibrazione. Si può dire che le nostre cellule assieme danzino, risuonino. La salute dipende, in questa prospettiva, dalla musicalità del loro canto. Il sistema corpo si basa sulla coreografia ritmica e melodica delle oscillazioni cellulari, traducibili in frequenze ed esprimibili in suoni, che oggi sofisticati mezzi di registrazione sono in grado di rilevare. Può il canto essere un medium per dialogare con il sommerso, incrementare, rigenerare, armonizzare le nostre energie vitali?

Nel Sistema Sottile dell’India antica, il filo della voce e la forza del canto rappresentano un’importante formula alchemica per aprire, illuminare i nostri centri psico-fisici.

I chakra, simboleggiati come fiori, esprimono ognuno un proprio canto. I loro petali, ovvero le loro valenze, si attivano attraverso le frequenze emesse da specifiche immagini acustiche. Di fatto siamo, secondo questo pensiero, un corpo sonoro, il cui benessere è legato alla melodia di ogni sua parte, in armonica concordanza con la sinfonia dell’Universo.

Il primigenio Suono, inciso nel nostro corpo energetico, si rifrange in ogni sua parte. Perciò possedere la conoscenza del suono significa in qualche misura condividere le qualità del Creatore e, di conseguenza, essere in grado di operare dei cambiamenti fin nella realtà materiale. Un vastissimo repertorio di mantra correda i versi vedici e le pratiche meditative. Sono formule sacre, magiche, inni, preghiere.

canto curativo UpanishadCosa significa mantra? Il termine deriva dal verbo man (“pensare”) unito al suffisso in forma oggettivale tra (kṛt,”che agisce”).
E’ quindi “veicolo o strumento del pensiero”. I più antichi, inerenti alla Rg-veda samhita, mostrano come l’importanza di questi mantra non risiedesse tanto nel loro significato, quanto piuttosto nella loro sonorità.

I canti laudativi possono raggiungere le sfere celesti, perché gli Dei sono a loro volta essenze sonore. “Tutto quello che gli Dei fanno”, recita un verso della Śatapatha Brāhmaṇa, “lo fanno tramite la recitazione cantata”. D’altronde non c’è da stupirsi. I popoli antichi ritenevano che nel suono ci fosse il segreto della vita.

In tutti i miti provenienti dalle diverse tradizioni nel mondo è in genere sempre la voce a dare origine al creato. La voce è musica, senza forma, rappresenta la nostra qualità vibratoria per eccellenza, manifesto della musicalità insita nell’universo. Nelle Upanishad vediche viene detto chiaramente: il canto alimenta la vita perché ne è l’espressione diretta.

“ Chi conosce la dottrina segreta del saman (la melodia) attraverso il suono apre la porta, scardina il corpo fisico, ottiene la realizzazione dei desideri e l’immortalità”.

La Parola è una Dea, Vac, suono fondante che ha dato origine al creato E’ Śruti, rivelazione. Proprio da Vac deriva il latino vox, da cui il nostro termine “voce”. Vac è la Parola vivente nella sua interezza, compresi i suoi aspetti materiali e il suo riverbero cosmico. Poiché è principio vitale, alimenta e protegge il creato:

“La parola canta e protegge tutto questo universo”,

recita un verso delle Upanishad. In quanto vibrazione sul soffio, nutre il respiro vitale. Dunque è cibo:

“Tu, o Signore, devi procurarci con il canto il nutrimento, che noi abbiamo fame”. “Mediante il canto tu ti sei procurato tutto quanto è cibo”. Notiamo infine questo interessante “ribaltamento”,

che capovolge l’assioma noto:

“Il respiro vitale procurò a sé stesso mediante il canto il nutrimento”.

Per noi ricercatori della voce è una strada aperta: non solo respiriamo per cantare, ma anche… cantiamo per respirare!


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