La didattica del canto 2.0: aprirsi ad un nuovo modo di insegnare

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Didattica del canto 2.0 | Modulo 1 1,7 MG 207 downloads

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Il tempo scorre, il mondo cambia e quindi anche il nostro modo di costruire il sapere si modifica in base alla trasformazione della società nella cultura. Oggi ti vorrei far riflettere riguardo la frase Didattica del Canto.

Prima di tutto, com’è cambiato negli ultimi anni il nostro modo di fare didattica nel canto? In una società complessa come quella attuale, dove velocità, superficialità e visibilità la fanno da padroni, è necessario che il nostro modo di vedere la didattica, possa consegnare non solo conoscenze teoriche e abilità tecniche, ma punti anche a costruire strumenti per sensibilizzare il nostro discente, all’apertura verso la novità e la trasformazione, rendendolo così sempre più autonomo, responsabile e flessibile.
Quindi il concetto dove “appoggiare” il primo mattone, affinché un allievo possa mettersi in gioco, appassionarsi e realizzarsi è “sviluppare competenze”.

Per sviluppare competenze abbiamo bisogno di “ambienti di apprendimento” ma, di cosa si tratta?

Il concetto “ambiente di apprendimento” ha le sue radici storiche all’inizio del novecento con il grande pedagogista John Dewey (1859-1952), si tratta di un tema molto utilizzato ultimamente nelle scienze dell’educazione e numerosi sono gli studiosi che hanno enunciato il proprio pensiero a riguardo. Qui di seguito te ne cito un paio su cui baso il mio modo di insegnare. Il primo è David Perkins (1991) che sostiene come un ambiente di apprendimento debba essere flessibile per rendere ogni allievo libero di determinare i propri obiettivi di apprendimento e capace di sfruttare l’insegnamento tra studenti di diversa età. Il secondo è Wilson (1996) che parla di un ambiente di apprendimento composto da un soggetto che interagisce con un gruppo di persone, utilizzando strumenti atti a perseguire obiettivi in cui l’apprendimento non deve essere controllato ma stimolato e supportato. Quindi gli ambienti di apprendimento permettono di costruire elementi di ricerca e indagine, alimentare la collaborazione e riflettere sul proprio bagaglio personale.

La mia esperienza personale riguardante la didattica del canto

La mia esperienza personale mi ha portato nel tempo a comprendere l’importanza di posizionare al centro “il compagno di viaggio” (studente) tramite alcuni punti fondamentali come:
- Essere capaci di trasmettere l’importanza dello studio e della disciplina, non tanto utilizzando la parola dovere, ma alimentando il piacere di studiare, grazie a idee innovative, ad esempio l’uso di device esterni come una loopstation, utile per comprendere l’importanza della creatività.
- Consegnare compiti specifici da svolgere a casa, per determinare un aumento della curiosità verso la materia canto. Un esercizio che propongo spesso è la ricerca di un brano appartenente ad un’area geografica sconosciuta, richiedendo un’analisi attenta del proprio piacere nell’ascoltare qualcosa che non appartiene alla nostra cultura, portando poi l’attenzione alla pratica e quindi allo studio del brano scelto.
- Altro punto fondamentale è definirsi non più insegnante ma facilitatore, colui che riesce a responsabilizzare e trasmettere a tutti indistintamente il valore del sapere come elemento di crescita personale.
- Portare l’attenzione all’attività di gruppo, alla volontà di mettersi in gioco condividendo domande, riflessioni ma soprattutto obiettivi di insieme.

A riguardo un esercizio potrebbe essere far condividere momenti di ascolto guidato, dove potersi confrontare e poi riflettere su eventuali punti convergenti o divergenti. Grazie all’ambiente di apprendimento ogni allievo troverà un suo modo unico di apprendere, consentendo la valorizzazione delle proprie risorse e permettendo ad ognuno di poter esprimere il proprio potenziale. È chiaro che la pandemia abbia stravolto la nostra quotidianità ma, in base al periodo che stiamo vivendo, cerchiamo ora di capire quanto un ambiente di apprendimento possa essere condizionato dal continuo sviluppo delle ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione).

Le nuove tecnologie ICT al servizio della didattica del canto

Il rapido sviluppo delle ICT e, di conseguenza, l’accesso da parte dei giovani cantori all’uso dei digital media, hanno spostato i confini delle possibilità educative, nel bene e nel male, fuori dai soliti luoghi, come la classe di canto o la scuola dove si frequenta il corso.
Ogni qualvolta i nostri allievi si trovano in una classe di canto, dove possono arricchirsi grazie al nostro “insegnamento”, dobbiamo essere consapevoli che una parte della loro istruzione avviene anche al di fuori, in un mondo virtuale chiamato WEB (Collins e Halverson, 2010, 19).
In base a queste riflessioni, negli ultimi anni del mio percorso di ricerca, ho sperimentato nuove strade, nuovi sistemi e strategie per costruire un nuovo approccio alla didattica del canto. In conclusione, gli approcci educativi che abbiamo utilizzato come insegnanti di canto fino a poco tempo fa, stanno diventando pian piano obsoleti.
Nei prossimi articoli andremo a definire i punti chiave del mio pensiero riguardo alla didattica del canto 2.0

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