Canto Classico Canto Moderno: Tecniche o Stili?

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Definizione di Canto Classico e Canto Moderno

canto classico canto modernoL’uso comune identifica due grandi aree di competenza nella metodologia per l’insegnamento del canto e la trasmissione delle competenze vocali: il Canto Classico e il Canto Moderno.

Alla prima area di competenza, quella del Canto Classico, si ascrive comunemente il canto operistico, che a sua volta tradizionalmente fa riferimento a due metodologie principali: il Belcanto storico, declinato nel Recitar Cantando e nel Canto Fiorito e virtuosistico; e l’Affondo, padre del Canto Declamato verista e del cosiddetto “canto lirico” italiano moderno.

A quest’area afferiscono anche il Musical Theatre e, tradizionalmente, il Crossover.

La seconda area, quella che viene identificata genericamente come Canto Moderno, comprende una molteplice varietà di vocalità e stili: Pop, Jazz, Soul, Rock, Metal, solo per citare i principali.

Canto Classico e Canto Moderno: Tecniche o Stili?

canto non teatraleSe per Tecnica Vocale intendiamo “l’insieme delle conoscenze storiche, stilistiche, fisiologiche, meccaniche e metodologiche che consentono la riproducibilità di un dato suono in qualsiasi momento”, ovviamente previo riscaldamento, si evince che entrambe le due aree di competenza possano confluire tranquillamente in questa definizione di Tecnica Vocale, e che nessuna delle due sia una tecnica a sé, ma entrambe siano una scelta di competenze a vantaggio di uno o più stili.

Un artista, infatti, non confonde mai la Tecnica con gli stili.

Padroneggia la prima con disinvoltura per poter affrontare il maggior numero possibile dei secondi, selezionando quali competenze, fra quelle della Tecnica Vocale, necessitino per una perfetta esecuzione vocale che renda giustizia al linguaggio, al periodo di composizione e all’area geografica del brano eseguito.

Qual è la vera differenza fra Canto Classico e Canto Moderno?

canto teatraleL’Epifania del Sé. Ognuna delle due grandi aree di influenza manifesta una differente modalità di gestione del rapporto fra esecutore e messaggio veicolato.

Canto Classico, ossia il Canto Teatrale

Gli stili che rientrano in quest’area di competenza contemplano l’assoluta necessità di diventare altro da sé, mettendo in scena non l’esecutore, ma il personaggio che l’interprete ha l’onere e l’onore di incarnare e portare sulla scena.

Il personaggio esiste indipendentemente dall’esecutore, esisteva ed esiterà prima e dopo la sua interpretazione, e possiede caratteristiche vocali timbriche e stilistiche precise provenienti dal linguaggio, periodo e area geografica di nascita.

Gli interpreti di un personaggio possono essere migliaia, e nessuno più di altri, tranne pochissimi casi eccezionali, lascia un’impronta indelebile che allontani il personaggio dalla partitura, vera ed unica fonte delle sue caratteristiche vocali ed emotive.

Canto Moderno, ossia il Canto Non Teatrale

Nel caso opposto, per gli stili che rientrano sotto questo grande cappello l’interpretazione prevede che l’esecutore sia il più se stesso possibile, e come tale si manifesti al pubblico che vuole vedere, ascoltare ed amare l’interprete nello splendore del suo ego;

il pubblico ama anche le caratteristiche vocali del suo idolo, persino le imperfezioni, che diventano cifra stilistica e marchio riconoscibile; tutto ciò vale anche quando l’artista in questione è una rock/popstar; creare un alter ego, per quanto “teatrale” possa essere, rientra comunque nella necessità dell’essere il più se stesso possibile.

Quanti grandi interpreti ha avuto negli ultimi 170 anni Violetta de La Traviata di G.Verdi? Centinaia, se non migliaia, seppur l’interpretazione storica di Maria Callas sia decisamente fuori concorso.

Al contrario, chi è il più grande interprete delle canzoni di Vasco Rossi?

Solo lui e lui medesimo; immaginate la delusione di settantamila spettatori affollati sugli spalti di San Siro qualora al posto della rockstar si ritrovino un altro interprete. Surreale.

Il Canto Teatrale quindi lavora su competenze oggettive e codificate;

il Canto Non Teatrale le rifugge.

3 Commenti

  1. Carissima, credo invece che ne tenga conto, anzi, aiuti a classificarlo meglio. Il canto cameristico è a tutti gli effetti canto non teatrale, quindi lirica, ossia poesia in musica, e non opera, quindi teatro in musica.

    Questa distinzione non tiene più conto della sorpassata classificazione per vocalità.

    Grazie del suo prezioso commento.

  2. Molto interessante, anche se il canto classico non è riducibile soltanto all’opera lirica; non viene considerata qui una parte del “canto classico” che (pur rientrando nello stile belcantistico) in realtà è affine all’interpretazione moderna, quella che esige che sia la propria personalità a venire fuori, ossia il canto cameristico. Quando si interpreta una chanson, un Lied, una song, ciascuno di noi la interpreta con la sua sensibilità, la sua lettura, dando un ‘impronta personalissima alla canzone, esattamente come quando si canta un motivo pop, anche in una cover.

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