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Questo mese è stato davvero intenso: tra lezioni, studio e canto ho cercato, come sempre, di mantenere quella coerenza che guida il mio percorso. Ti confesso che in questo momento non è facile restarle fedele, ma, come un guerriero, continuo ogni giorno a cercare luce e focus nel mio Signor Canto.
Qui di seguito troverai il mio ultimo racconto dedicato all’esperienza concertistica Liquido: un concerto unico, dove canto, poesia e pittura si sono intrecciati in un’unica, armoniosa fusione.
Liquido – quando canto, poesia e pittura diventano un solo respiro
C’è un momento, nel percorso di ogni artista, in cui vi è il bisogno di attraversare i confini del proprio linguaggio.
È ciò che mi è accaduto nell’ultima settimana a Cori, un luogo che sembra sospeso tra storia e risonanza, dove insieme al poeta Fabio Appetito e al pittore Edoardo Bernardi abbiamo messo in scena “Liquido”: un concerto improvvisato in cui la poesia, la pittura e il canto si sono intrecciati fino a diventare un solo respiro.
Durante quei giorni mi sono immerso totalmente nella pratica, scegliendo di non “fare” ma di essere nel suono. Ho lasciato che il mio canto si contaminasse o forse si “purificasse”nell’incontro con le altre arti.
Ho scoperto quanto un colore possa suggerire una melodia, quanto una parola poetica sappia schiudere un ritmo inatteso, quanto l’ascolto reciproco possa trasformare un’azione artistica in pura presenza.
In “Liquido” ogni gesto è stato un atto di ri-nascita.
Vedere un quadro prendere forma mentre la mia voce si muoveva nello spazio, ascoltare un verso che vibrava fino a toccare le corde più sottili dell’anima: tutto diventava parte dello stesso flusso creativo. Il canto non era più il mio canto, ma una materia viva, capace di respirare con ciò che la circondava.
Questa esperienza mi ha insegnato che la creazione estemporanea è un atto d’amore verso l’incertezza.
L’arte improvvisata ci chiede di fidarci, di lasciarci attraversare dal mistero senza volerlo spiegare.
Forse è proprio questo il senso di quella parola che abbiamo scelto come titolo: Liquido.
Essere liquidi significa lasciarsi trasformare, imparare ad ascoltare l’altro fino a diventare suono insieme.
E mentre mi accingo per partire alla volta di Palma de Maiorca per un altro evento importante, porto con me la sensazione che il mio canto abbia trovato nuovi spazi da abitare: quelli della poesia che illumina, della pittura che respira, e del dialogo silenzioso con tutto ciò che vive nel presente.
Ti lascio con un aforisma a me caro scritto da Hugo von Hofmannsthal
“La pittura trasforma lo spazio in tempo, la musica il tempo in spazio.”
Hugo von Hofmannsthal
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