Sai cos’è la Mixed Voice, detta anche Mix?

Mixed VoiceCiao e grazie per aver deciso di leggere questo breve articolo, che vuole solo rispondere ad alcune perplessità tipiche dell’argomento.

Chi di noi non ricorda la spiacevole sensazione provata ai primi tentativi di imitazione dei nostri cantanti preferiti, nell’intimità della nostra cameretta?

Un limite meccanico molto forte, evidente ed apparentemente insormontabile: il passaggio brusco tra voce piena e falsetto!

Me lo ricordo benissimo io, quando cercavo di cantare ‘The Show Must go on’, ‘The Final Countdown’ o ancora, ‘Always’!

E lo ricordo ancor di più quando cercavo di imitare voci femminili, perché brani come ‘Gocce di memoria’, ‘I have nothing’, ‘I will always love you’ o la meravigliosa ‘My All’, mi emozionavano molto, anche per i virtuosismi con cui venivano interpretati, e avrei voluto interpretarli anche io cosi, senza “abbassarli” di tonalità.

Ma…il passaggio era sempre lì!
Ben evidente, mentre nelle voci di questi interpreti famosi, non si sentiva.
Se provavo a spingere, alla fine urlavo, il vibrato si appiattiva e mi sgolavo.
Se mi rilassavo, invece, lo sfiato del falsetto si riduceva, ma cantavo in falsetto!
E non era quello che volevo.
Non sapevo cosa fare e a 16 anni smisi di cantare, per non illudermi che tutto andava bene, perché non era così!

Vediamo che cosa succede nello specifico

mixed voice for singerUna cosa semplice e naturale. Nella laringe esistono due forze muscolari antagoniste: quella aritenoidea, che genera la voce piena, e quella cricotiroidea, che genera la voce in falsetto. Il falsetto in particolare, una volta addestrato, è una “droga” perché, reso addotto e rinforzato, ti impedisce di tornare alla voce piena, sia per questioni fisiologiche che di comodità.

L’antagonismo però, non è necessariamente prevaricante, in questo caso, di una forza sull’altra. Si può essere antagonisti anche nel cercare di opporre resistenza all’altro, senza abbatterlo, come avviene nelle forze muscolari del nostro corpo ma, ahimè, non nelle forze muscolari intrinseche della laringe (che disdettaJ)… o come avviene, per esempio, nel tiro alla fune!

Immaginiamo due persone che tirano un corda, ma una strattona l’altra prevaricando. In questo caso, avremo sempre o una voce piena o una voce in falsetto, a seconda di chi prevale.

Immaginiamo invece, che queste due persone cooperino nel mantenere la corda in tensione, o meglio, in equilibrio tensorio dinamico

In questo caso, può accadere che l’una possa prevaricare sull’altra, ma nell’ottica della cooperazione reciproca, questo non avviene mai, o non avviene in maniera brusca ed indesiderata. 

Ciò comporta che le attività muscolari possono cedere lievemente l’una verso altra, anche a parità di nota, e questo cedere si traduce in un’emissione in cui la voce piena si scarica, mentre quella in falsetto si arricchisce di qualità adduttorie tipiche della voce piena, in un punto dell’estensione in comune tra questi due registri, in cui quasi tutti possono cantare sia in falsetto che in voce piena.

 

Questo è il Mix o la Mixed Voice, ossia un equilibrio tensorio dinamico tra le forze antagoniste muscolari intrinseche laringee di voce piena e falsetto, le quali voci, o meglio registri, restano comunque dimensioni del suono separate, in quanto la loro fusione NON è possibile fisiologicamente. Resta però possibile un collegamento, ossia, dove finisce l’una comincia l’altra, e viceversa.

Antonio Di Corcia

Cosa vuol dire questa affermazione?

mix voiceChi canta in Mixed Voice non canta mai veramente in voce piena, né veramente in falsetto, ma usa due variazioni delle stesse, cioè “una voce piena che va verso il falsetto” ed “una voce in falsetto che cerca di diventare piena”.

E’ da questo gioco di equilibri che generano il MIX in voce piena o il MIX in falsetto che insieme compongono la Mixed Voice, meglio definita come Registro Medio con consonanza mista, ossia un registro didattico in cui la voce piena o di petto (M1) e la voce in falsetto o di testa (M2) si passano la staffetta in maniera pressoché collegata, anche a parità di nota.

Avrai capito che questo non è un atteggiamento fisiologico naturale, ma bensì acquisito, tramite una forte capacità di “rilevare” il mondo esterno grazie al meccanismo dei neuroni a specchio, oppure per mezzo di una preparazione didattica volta all’ottenimento di questo “gioco di forze” in equilibrio dinamico tra esse.

Come riuscire ad ottenerlo, o come sono riuscito io ad ottenerlo, magari te lo racconterò in un prossimo articolo.

Esiste quindi una differenza tra una nota in registro di petto e la stessa nota in mix di petto?

Certamente, altrimenti la didattica storica non avrebbe dovuto introdurre questa terminologia.

Innanzitutto, la nota in registro di voce piena (che può essere in consonanza di petto, o in consonanza di testa – zona occipitale/di vertice), si percepisce appunto o nel petto o nella nuca/vertice; mentre la nota in mix si dovrebbe percepire nella consonanza mista, che per intenderci, si percepisce frontalmente tra il labbro superiore e i seni paranasali.

Poi, la nota in mix per sua natura, ha caratteristiche di brillantezza e corposità che spesso saturano l’orecchio sia dell’ascoltatore, ma anche del performer stesso.

Pensate all’attacco di “And I…” del ritornello di ‘I Will Always love you’ di W. Houston, oppure al “…my all..” nel ritornello di ‘My All’ di Mariah Carey; ma anche al “…so right” nel fine ritornello di ‘Part time lover’ di Steve Wonder, o ancora al “…will love you” di ‘Always’ di Bon Jovi.

Esistono differenze nella gestione della Mixed Voice in ambito moderno rispetto all’ambito classico?

Nel canto lirico (e di riflesso anche nella scienza) si parla di registro medio (M1) poco prima del passaggio, e di voce mista (spesso M2) poco dopo.
Quindi, il Mix viene considerato come una tecnica per aggiustare il rapporto tra voce piena e falsetto per poi coprire la risultante.

In ambito classico, esistono però, due scuole di pensiero: una promuove l’apprendimento separato dei registri lungo l’estensione di due ottave e mezzo; mentre l’altra, afferma che questa estensione debba essere gestita da un unico registro timbricamente omogeneo: il registro medio con consonanza mista.

Direi che tutto dipende dall’effetto che uno vuole ottenere a seconda del repertorio o del personaggio che si porta in scena.

Nel canto moderno, la principale differenza è data dall’estensione, potendo gestire in mix anche quattro ottave, grazie all’uso dei microfoni e dei compressori; ma vige lo stesso criterio di scelta (se gestione separata o collegata dei registri) in base all’impronta vocale che si vuole impostare su quel determinato brano.

Per intenderci, la strofa di un brano da crooner, andrebbe affrontata in registro di petto, per poi mixare in caso di ritornelli parecchio elevati, magari preferendo un tipo di mix di petto, detto anche Chest Mixed Voice, per dare un continuum timbrico a tutta l’emissione.

Due specifiche brevi ma importanti, per i più esperti: l’equilibrio secondo la fisiologia e secondo la didattica

Fisiologicamente, per ottenere un Mix in voce piena, occorre realizzare un pinzaggio delle aritenoidi, con contestuale settaggio della laringe (un po’ come se le corde vocali venissero messe in piano, parallelamente al flusso dell’aria). Segue tilt tiroideo (che permette alle corde di essere allungate passivamente, con relativo aumento della frequenza fondamentale).

Si ottiene cosi, un mix più scollegato nel passaggio (che abbiamo definito Mix Standard – ascolta per esempio Timo Kotipelto, cantante degli Stratovarius).
Se su questa base, stimoliamo l’attività del muscolo cricofaringeo e l’interessamento ipertonico falso-cordale sul terzo anteriore, otterremo un mix più collegato (che abbiamo definito Mix Estremo – ascolta Michael Kiske dei primi Halloween e leggi articolo ‘Mix e Registro Medio’ di A. Di Corcia e F. Fussi, ancora scaricabile gratuitamente su SIING.net).

Didatticamente, se entriamo nella fase 3 (tilt tiroideo) con esercizi per esempio detti di cry, otterremo solo un Mix in falsetto, detto anche ‘Mixed Voice in M2’.

Non è di per sé un errore, se il nostro intento era quello di cantare come Philip Bailey degli Earth Wind and Fire o come Jimmy Sommerville o come Kate Bush in ‘Wuthering Heights’; potrebbe invece essere un errore, se l’intento iniziale era quello di ottenere un mix in voce piena, che forse potremmo considerare la vera Mixed Voice, quella più difficile da tenere in equilibrio, e alla quale qualsiasi allievo o neofita auspica per poter “cantare acuti in voce piena”, “per cantare in alto in voce piena”, “per cantare collegato”, richieste che generalmente, vengono avanzate durante la prima lezione.

 

Spero di averti chiarito alcuni punti, pur rendendomi conto che non si può rendere facile qualcosa che di per sé è complicata anche sotto l’aspetto scientifico e non solo performativo.

Un caro saluto a te e se ti va lascia un commento su quello che hai letto,  o su qualche tua perplessità!

Avrò cura di risponderti per quanto mi è possibile.

 

Antonio Di Corcia

www.antoniodicorcia.com

16 Commenti

    1. Grazie mille Giada per il tuo commento. Sto scrivendo ancora e presto pubblicheremo qui. Effettivamente, devo ringraziare Albert perché in un blog posso essere più personale, informale ed amichevole e raccontarmi di più. Una gran bella occasione poter parlare di sé e dare una propria opinione o visione delle cose nel canto. A presto qui, su SIING

  1. Articolo molto interessante! Grazie Antonio! Per caso puoi consigliare qualche esercizio per migliorare il controllo del muscolo cricofaringeo?

    1. Grazie Daniela per il tuo commento. Allora, cricofaringeo e soprattutto ipertono falsocordale, intervengono nel Mix Estremo, e non nel Mix Standard, e sono stimolati dalla Procedura Standard Mix©, una sequenza di esercizi modulati al fine di ottenere un mantenimento dell’attività adduttoria laddove verrebbe meno.
      Io qui, ti consiglierei “l’esercizio dell’unione dei registri”, spesso usato nel Belcanto per unire il registro di falsetto/testa al registro di petto, magari eseguendolo in questa maniera più “moderna”.
      Supponendo che tu ti occupi di canto moderno, canta a cappella un ritornello di media difficoltà. Poi, emetti una vocale ‘i’ puntata e comoda in “mezzoforte” per poi portarla in pianissimo, e riportarla in mezzoforte, tutto su un fiato.
      Rifai l’esercizio con una ‘i’ più in su, poco prima del passaggio e lo rifai ancora poco dopo il passaggio. E torni indietro. Ricordati di mantenere una ‘i’ puntata e comoda sempre.
      Ricanta la frase di prima e fammi sapere cosa succede. Se non dovesse andar bene, lo ricalibriamo ok? Buona sperimentazione a te. Antonio

  2. Bellissimo articolo, scritto molto bene, con terminologia chiara e un linguaggio coinvolgente!
    Non mi resta che studiare 😛
    Un abbraccio

  3. Che articolo interessante!
    Ho apprezzato molto la graduale spiegazione del mix, introducendolo con esempi chiari e semplici, divenendo progressivamente sempre piu tecnico.
    Impaziente di leggere la seconda parte!

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