Konnakol pratica vocale proveniente dall’India

Metti le ali al tuo ritmo vocale grazie allo stile Konnakol Il solfeggio ritmico visto con occhi nuovi Ti sei...
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Metti le ali al tuo ritmo vocale grazie allo stile Konnakol

Il solfeggio ritmico visto con occhi nuovi

Ti sei mai trovato a riflettere, nel tuo percorso come cantante, sull’importanza del solfeggio ritmico? All’inizio della formazione musicale, trovarsi davanti a uno spartito ritmico può generare una domanda spontanea: ma a cosa serve tutto questo, se io suono il clarinetto, canto o faccio tutt’altro?

A distanza di anni, la risposta diventa chiara: lo studio del ritmo all’interno della pratica vocale cantata permette di essere più icreativi e sciolti, soprattutto nell’improvvisazione. Il ritmo non è un accessorio della musica: è il suo scheletro, il motore che dà vita a ogni frase melodica e armonica.

Ma ecco il punto cruciale: non fermarti alla sola comprensione del solfeggio ritmico occidentale. Esplora anche le altre culture, perché rimarrai stupito dalla varietà di strategie di apprendimento e da come il ritmo possa essere profondamente legato alla storia di un continente, di una nazione o di una città.

Oggi ti porto nel mondo del Konnakol, una delle forme di espressione e studio ritmico vocale più affascinanti al mondo, proveniente dall’India del Sud.

Cos’è il Konnakol

Il Konnakol (traslitterato anche come Konnakkol, Konakol o Konokol) è la tradizionale forma di arte ritmica vocale tipica della musica carnatica dell’India del Sud. Le sue regole e formule, tramandate da millenni, costituiscono ancora oggi le basi di ogni forma musicale classica indiana.

In termini pratici, il Konnakol consiste nella recitazione di sillabe percussive (Sol) articolate in parole chiamate Solkattu, organizzate all’interno di un preciso ciclo ritmico detto Tāla, scandito con movimenti delle mani (battiti e onde). Si tratta di un vero e proprio linguaggio ritmico universale, in cui l’utilizzo di sillabe ben definite e la loro successione ritmica precisa permettono di costruire un’arte performativa unica al mondo.

Un aspetto fondamentale: il Konnakol non è un semplice accostamento libero di sillabe o un gioco matematico. Sono essenziali il contesto culturale e i canoni estetici della tradizione carnatica, dove chiarezza, dizione, modulazione, timbro ed espressività determinano la grandezza artistica di una performance.

 Le sillabe del Konnakol: i Solkattu

Il cuore del sistema Konnakol risiede nelle sillabe. A differenza del solfeggio europeo, qui le consonanti sono fortemente percussive  T, K, D, M e creano un effetto ritmico immediato quando pronunciate.
Le sillabe di base (Solkattu) si organizzano in gruppi che corrispondono a diverse suddivisioni del beat:

  • 1 sillaba: Tha
  • 2 sillabe: Tha Ka
  • 3 sillabe: Tha Ki Ta
  • 4 sillabe: Tha Ka Di Mi
  • 5 sillabe: Tha Di Gi Na Thom
  • 6 sillabe: Tha Dim – Gi Na Thom
  • 7 sillabe: Tha – Dim – Gi Na Thom

Queste sillabe possono essere combinate, espanse, contratte e trasformate per creare strutture ritmiche di complessità crescente. L’aggiunta di pause (karve) all’interno delle frasi genera una vivace sincopazione, specialmente quando le si recita mantenendo il battito del Tāla con le mani.[4]

Un concetto importante è quello di riduzione ed espansione: una frase come Ta Dhi Gi Na Thom può essere eseguita prima a 3 conteggi per sillaba, poi 2, poi 1, per poi risalire a 2 e 3, creando un effetto di accelerazione e decelerazione che è matematicamente preciso e ritmicamente affascinante.[4]

 

Konnakol vs solfeggio ritmico occidentale

Una delle differenze più significative tra il Konnakol e il solfeggio occidentale riguarda l’approccio stesso alla materia ritmica.

Aspetto Solfeggio occidentale Konnakol
Base Notazione scritta su spartito Tradizione orale, sillabe vocali
Sillabe Generalmente vocali (ta, ti, ri) Consonanti percussive (Tha, Ka, Di, Mi)
Approccio Analitico-visivo (lettura) Cinestesico e analitico al contempo
Corpo Ruolo limitato Scansione del Tāla con le mani, coinvolgimento fisico
Complessità ritmica Poliritmie meno centrali nella didattica di base Polimetrie, poliritmie e gruppi irregolari fin dall’inizio
Improvvisazione Spesso separata dallo studio ritmico Elemento essenziale e integrato

Il sistema carnatico, come osservato da Ravi Shankar, è “caratterizzato da una precisione molto più grande rispetto alla musica del Nord dell’India, ed è basato su un sistema organizzato in modo molto rigoroso”. Questa precisione, unita all’approccio orale e corporeo, permette un’interiorizzazione del ritmo che il sistema occidentale, per il suo diverso sviluppo storico-culturale, non riesce a offrire con altrettanta trasparenza.

 

I benefici del Konnakol per cantanti e musicisti

Lo studio del Konnakol offre vantaggi concreti e misurabili per qualsiasi musicista, indipendentemente dal genere praticato:

  • Non richiede strumenti esterni: bastano la voce e le mani per studiare e praticare
  • Sviluppa la consapevolezza ritmica: aiuta ad affrontare con naturalezza polimetrie, poliritmie e gruppi irregolari
  • Migliora precisione, articolazione e dizione: la corretta pronuncia delle sillabe allena la coordinazione vocale
  • Facilita la memorizzazione: le strutture sillabiche rendono più semplice interiorizzare e gestire frasi ritmiche complesse
  • Apre nuove prospettive estetiche: espone a un modo di concepire il ritmo totalmente diverso da quello europeo
  • Potenzia l’improvvisazione: il Konnakol sviluppa la capacità di creare, trasformare e variare pattern ritmici in tempo reale
  • È universale nell’applicazione: può essere applicato a qualunque strumento e genere musicale — jazz, pop, rock, musica classica, world music

Per un cantante in particolare, lo studio del Konnakol amplifica il background sillabico vocale, permettendo di comprendere e padroneggiare successioni ritmiche di stampo indostano, totalmente diverse da quelle europee. Questo arricchimento si traduce in una maggiore scioltezza e creatività nell’improvvisazione, nello scat singing e in qualsiasi contesto di espressione vocale ritmica.

Grandi musicisti occidentali e il Konnakol

Il fascino del Konnakol ha attraversato i confini dell’India e conquistato alcuni dei più grandi musicisti occidentali, soprattutto a partire dalla seconda metà del Novecento.

John McLaughlin è probabilmente l’esempio più celebre. Il leggendario chitarrista britannico ha fondato Shakti nel 1973 insieme al maestro di tabla Zakir Hussain, creando un progetto pionieristico di fusione indo-jazz che ha trasformato il panorama della world music. McLaughlin ha dichiarato: “Questo sistema ti aiuterà a sviluppare le tue idee musicali in tutte le situazioni musicali. Per la mia esperienza, è il più semplice e il più chiaro per il controllo del ritmo”. Nell’album This Moment (2023), praticamente tutti i membri di Shakti Zakir Hussain, Shankar Mahadevan, Ganesh Rajagopalan e V. Selvaganesh utilizzano il Konnakol come parte integrante della performance.

 

Tra gli altri musicisti occidentali influenzati dal Konnakol si contano nomi come John Coltrane, Olivier Messiaen, Iannis Xenakis, La Monte Young e il batterista Steve Smith, che ha realizzato memorabili duetti di Konnakol con V. Selvaganesh. Anche il batterista Pete Lockett e il percussionista Ralph Humphrey hanno trovato nel Konnakol strumenti didattici e concettuali potentissimi, non rintracciabili nel sistema occidentale.

 

 

 

Come iniziare a studiare Konnakol

Avvicinarsi al Konnakol non richiede prerequisiti particolari, solo curiosità e costanza. Ecco alcuni passi concreti per iniziare:

  1. Impara le sillabe base: inizia dai gruppi fondamentali (Tha, Tha Ka, Tha Ki Ta, Tha Ka Di Mi) e praticali singolarmente, mantenendo un tempo regolare con il metronomo
  2. Mantieni uniformità: ogni sillaba deve essere equamente spaziata nel tempo; lavora prima sulla precisione, poi sulla velocità
  3. Combina i gruppi: prova a formare numeri più grandi combinando i Solkattu (es. 5 = Tha Ka + Tha Ki Ta, oppure 7 = Tha Ki Ta + Tha Ka Di Mi)
  4. Aggiungi il Tāla: inizia a scandire il ciclo ritmico con le mani mentre reciti le sillabe, sviluppando coordinazione e indipendenza
  5. Esplora riduzione ed espansione: pratica la stessa frase a velocità crescenti e decrescenti per sviluppare flessibilità ritmica
  6. Cerca un insegnante o risorse affidabili: il Konnakol è una tradizione orale e la guida di un maestro è preziosa per la corretta pronuncia e l’approfondimento della tradizione

Il Konnakol rappresenta molto più di una tecnica ritmica: è un ponte tra tradizioni musicali millenarie e la pratica musicale contemporanea. Per chi canta, insegna o compone, studiare il Konnakol significa dotarsi di strumenti espressivi e cognitivi che il solo sistema occidentale non può offrire con la stessa immediatezza.

Che tu sia un cantante jazz alla ricerca di nuove strade per l’improvvisazione, un insegnante di musica desideroso di arricchire la propria didattica, o semplicemente un curioso del ritmo, il Konnakol ha qualcosa di prezioso da offrirti. Come dimostra l’esperienza di chi lo ha studiato anche da autodidatta, questa pratica è in grado di amplificare il background sillabico vocale e aprire la porta a successioni ritmiche completamente nuove, trasformando il modo di vivere e comunicare il ritmo.

Il ritmo è il battito del cuore della musica. Il Konnakol ti insegna ad ascoltarlo con orecchie diverse e a farlo volare.

 

Quali risorse ho trovato nel web per comprendere il Konnakol?

Come prima risorsa ti allego qui di seguito un corso ben strutturato da Asaf Sirkis percussionista israeliano che ha inserito su youtube un corso fatto di 46 lezioni della durata media di 15 minuti.

Praticamente potrei difinire questo canale “magnifico”.


Leggi anche l’articolo: Daniela Spalletta: “The gift” il nuovo singolo dell’artista siciliana che parla di jazz e non solo…

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