Donatori di voce è il termine che definisce molto più di semplici lettori: queste persone rappresentano un vero e proprio faro di speranza per chiunque abbia difficoltà a leggere.
Il contributo dei lettori volontari, universalmente conosciuti proprio come donatori di voce, ha un valore inestimabile. C’è un gesto profondo che mi commuove ogni volta che ci penso: qualcuno, nel silenzio della propria stanza, si siede davanti a un microfono, apre un libro e inizia a leggere. Non lo fa per se stesso, né per ricevere l’applauso di una platea, ma per un ascoltatore che forse non conoscerà mai.
Eppure, da qualche parte in Italia, c’è qualcuno che aspetta quelle pagine registrate come il momento più bello della giornata: l’istante preciso in cui la realtà sfuma e inizia il viaggio della mente.
I donatori di voce sono più di semplici lettori; sono un faro di speranza per chi ha difficoltà a leggere.
Sono circa trecento volontari sparsi su tutto il territorio nazionale, persone che offrono il proprio tempo e il proprio timbro per registrare opere e letture destinate a chi non vede o a chi, per ragioni diverse, fatica a leggere.
Non sono attori, non sono professionisti del doppiaggio, sono lettori che amano i libri e che hanno scelto di trasformare questo amore in un ponte sonoro verso qualcun altro.
Per capire davvero la portata di questo gesto, provo a immaginare il mondo nei panni di chi la vista l’ha perduta.
Mi aiutano le parole toccanti di Hugues de Montalembert, pittore e scrittore rimasto cieco dopo un’aggressione:
“Io ascolto. Ascolto per vedere. Per vedere attraverso le mie palpebre cucite, perché in questa oscurità il mio cervello cerca disperatamente la luce. Non si è abituati al buio. Amavo i colori, le loro variazioni, i loro riflessi. Soprattutto, amavo quelle visioni fuggitive, mutevoli, continuamente rinnovate. Adesso sento i colori, le sfumature del grigio, quello del mare, quello delle grandi navi di ferro. Voglio vederli così intensamente che la bava mi cola dalla bocca, e certe notti impregna il mio cuscino. Ho bisogno di rimanere nel cuore della vita.” — Hugues de Montalembert
Il Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre: trecento volontari, undicimila ore l’anno
L’idea di invitare le persone a donare la propria lettura nasce dalla sensibilità del Centro Internazionale del Libro Parlato, una realtà di volontariato con sede a Feltre che da decenni realizza audiolibri su richiesta dei propri utenti: persone non vedenti, ipovedenti, dislessiche, o comunque impossibilitate a leggere autonomamente. Lo scopo dichiarato del Centro è aiutare chi non vede ad accostarsi alla lettura e allo studio, rendere meno pesanti le giornate buie con l’ascolto di un buon libro e realizzare il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della vista. Le richieste arrivano da tutta Italia e il servizio si estende anche all’estero.
I numeri raccontano la generosità di questa comunità: ogni anno i volontari registrano circa undicimila ore di audio, e per ognuna di quelle ore ce n’è almeno un’altra spesa a riascoltare e correggere, perché chi riceve quel libro merita una lettura chiara, espressiva, mai monotona.

Lettura ad alta voce e espressività: quando la voce diventa audiolibro
Ascoltare per vedere è una frase che chi abita il mondo del canto conosce intimamente, perché sappiamo bene quanto l’orecchio sia capace di costruire paesaggi, di restituire colori, di tenere accesa la vita. La lettura ad alta voce è, in fondo, una forma di canto: respiro, pause, intenzione, espressività.
Ogni donatore impara a lasciar fluire il testo, ad adattare il ritmo a ciò che ha davanti, perché un romanzo non si legge come un manuale di studio e un dialogo non suona come una descrizione.
Mi piace pensare che ogni registrazione sia un piccolo atto di canto donato. Non c’è palcoscenico, non ci sono luci, c’è solo qualcuno che presta il proprio suono perché un altro possa rimanere, come scrive Montalembert, nel cuore della vita.
Come diventare donatore di voce: formazione, impegno e pratica silenziosa
Chi desidera unirsi sostiene un provino, partecipa a percorsi di formazione su dizione ed espressività e si impegna a dedicare con costanza alcune ore della settimana a questa pratica silenziosa e luminosa.
Chi volesse diventare donatore può trovare tutte le indicazioni sul sito ufficiale del Centro Internazionale del Libro Parlato: www.libroparlato.org
Fonti
Le informazioni sul Centro Internazionale del Libro Parlato “A. Sernagiotto” di Feltre e sull’attività dei donatori provengono dal sito ufficiale libroparlato.org, in particolare dalle pagine dedicate ai donatori e ai libri parlati. La citazione di Hugues de Montalembert è tratta dalla sua testimonianza autobiografica sulla perdita della vista.
leggi anche l’articolo: Vulnerabilità nel canto: Amalia Mendoza
Approfondisci su Siing.net
Il canto come atto umano
Siing.net esplora il canto in tutte le sue dimensioni: artistica, pedagogica, culturale e sociale. Con Siing Plus accedi alla rivista, ai videocorsi e a una community di cantanti consapevoli e curiosi.
Abbonati a Siing Plus →
