Benvenuti nella Playlist numero 8 di Siing, la selezione di febbraio 2026 pensata come un nuovo laboratorio di ascolto e di ricerca vocale, più che come un semplice elenco di brani.
In queste cinque tracce attraversiamo mondi sonori diversi – dal neo–soul al jazz contemporaneo, dal pop anni ’80 al cantautorato più intimo con un unico obiettivo: allenare l’orecchio a riconoscere come la voce possa piegarsi, spezzarsi, aprirsi e trasformarsi al servizio dell’emozione.
Il viaggio parte con “Hate On Me” – Jill Scott, dove la voce diventa corpo, groove e dichiarazione di identità: un esempio potente di controllo del fraseggio soul e di gestione del respiro su un tempo incalzante.
Con “Evergreen” – Yebba entriamo in una dimensione di fragilità esposta, sospesa tra falsetto e piena voce, in cui ogni passaggio di registro diventa strumento narrativo e non semplice virtuosismo.
In “Ona” – Thana Alexa la ricerca timbrica si fa corale e percussiva: la voce dialoga con i suoni del gruppo, mescola improvvisazione, colori jazz e poliritmie che invitano chi canta a sperimentare oltre i confini del “bel suono” tradizionale.
“Friend Or Foe” – Jordan Rakei ci porta poi in un territorio ibrido tra soul, elettronica e songwriting raffinato, dove l’attenzione si sposta sulla micro–dinamica, sulle sfumature della pronuncia e su un uso estremamente musicale delle armonie vocali.
Chiudiamo con “Broken Wings” – Mr. Mister, un classico degli anni ’80 che diventa palestra per lavorare su intensità progressiva, gestione dei climax melodici e costruzione di un racconto vocale che cresce strofa dopo strofa, fino all’esplosione del ritornello.
Studiando questi brani, l’invito è quello di non fermarsi alla copia dell’originale, ma di usare ogni traccia come pretesto per chiedersi: “Che cosa vuole dire davvero la mia voce qui?” e trasformare l’ascolto in un allenamento consapevole, dentro e fuori dalla lezione.





