Vocaloid 5 il software che preannuncia la nuova frontiera vocale

Quando nasce e cos’è il progetto Vocaloid.

Partiamo dall’origine quando un certo Kenmochi Hideki nel lontano 2000 li venne in mente la geniale idea di iniziare una ricerca insieme all’università di Pompeu Fabra in Spagna per la costruzione di un software che potesse emulare la voce umana.

Da subito al momento del rilascio del progetto i molti recensori osservavano la difficoltà nel comprendere il linguaggio prodotto dalle due voci presenti nella voicebank, Lola e Leon. In poco tempo però lo staff di Hideki raggiunse un buon compromesso a tal punto che le voci di Leon e Lola furono presentate per la prima volta il 15 Gennaio del 2004 al NAMM show, la nota fiera musicale californiana.

Quello che Kenmochi non aveva però previsto nel suo progettualità, era la commercializzazione di Vocaloid, in poco tempo si ritrova nel grande cerchio dove suddetto software inizia a vendere nel mercato musicale moltissime copie. 

Due versioni che hanno fatto storia, ma che nello stesso tempo decadono rapidamente colpite dalla pirateria  che cracca senza alcun problema il software. 
Si aggiunge al problema pirateria anche il rilascio di patch sbagliate che non rendevano il software compatibile con aggiornamenti di sistema, principalmente quello di Windows.

In soli quattro anni si vede il tracollo della Zero-G che vede sfumato il suo progetto, ma non chiuso.

La seconda vita e la rinascita di Vocaloid

Dopo che Zero-G chiude battenti ecco che si fa avanti il colosso Yamaha che assorbe il progetto portandolo in questo momento alla quinta generazione, il software si sta muovendo velocemente nella sua progettazione a tal punto che in questo momento in cui sto scrivendo questo articolo (2022) potrebbe essere un vero antagonista della voce umana cantata.

Sarà difficile sostituire sicuramente la bellezza della “vocevera” ma questa frontiera potrebbe aprire un altro panorama delle produzioni discografiche abbassando ulteriormente i costi e la qualità.

In un futuro prossimo non distingueremo più computer e umano partendo proprio dalla voce. 
Basti pensare che già ora una folta schiera di appassionati di questo movimento di vocaloidi riempe stadi nel lontano Giappone, portando avanti quella che viene chiamata Anime Music. 

La Crypton Future Media ideatrice della famosa vocaloide Hatsune Miku ha rilasciato ultimamente il loro progetto chiamato Mikuverse dove vi sarà la combinazione di una live-action, animazione e musica.

Cosa ci aspetta?

Prepariamoci quindi alla grande battaglia cari miei, dovremmo applaudire ologrammi, che canteranno con le voci prodotte da algoritmi, che ci porteranno a non distinguere il vero suono vocale da quello di un vocaloide.

Quando sento oggi giorno insegnanti di canto e vocal coach che accettano le modulazioni prodotte da autotune come effettistica e nuova frontiera dell’ascolto, ecco vi dico state attenti che siete i precursori del cambiamento, di quello che le grandi produzioni aspirano. Il futuro sta per iniziare, rendere sempre più l’uomo robotico al servizio delle grandi macchine di produzione musicali dove tutto è narcotizzato e privo di libertà.

Cosa possiamo fare per far si che tutto ciò non avvenga?

Non saprei cosa dire, so solo che il canto umano non morirà mai, ma dovrà spostarsi verso altri orizzonti perché penso che la musica nei prossimi 50 anni cambierà notevolmente portando sempre più all’aridità dell’ascolto fino a diventare mezzo che in questo periodo potrei chiamarlo elemento suppellettile di questa società.
 
Tu che leggi questo articolo potresti anche essere sicuro che tutto ciò non accadrà, il sottoscritto invece è sicuro di aver scritto qualcosa che potrebbe preannunciare un cambiamento futuristico che forse non vedrò, ma che combatterò a spada tratta fino all’ultimo giorno della mia vita.

Comandamenti fondamentali nel mio modo di concepire la musica sia come artista che come insegnante:



La mia musica non viene ritoccata, la mia voce rimane quello che è, le mie rughe vocali porteranno la bellezza di una voce imperfetta, di una voce che non sarà uguale a nessun altra, ma semplicemente quella voce che canta la propria esistenza unica e non globalizzata.


Se sei arrivato fino a questo punto della lettura sei un ganzo di solito si esce subito dopo aver letto le prime quattro righe. Ti allego qui di seguito una playlist per comprendere dove stiamo andando, con una chicca trovata ultimamente dove la vocaloide Hatsune Miku canta i più grandi successi di Pino Daniele (cosa secondo me inascoltabile) però invece ti stupirai nei commenti al video su youtube 



Hasta Luego siing-nauti

Vocaloid

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