Melodie: un confronto, una riflessione

Ieri mattina, proprio qui su Siing network, mi sono imbattuto nel canto dei grilli ed è stato un ascolto sorprendente. Sulla stessa scia e con un notevole salto di specie vorrei condividere degli ascolti sul legame tra natura e musica, che riguardano, in questo caso, l’ornitologia.

L’arpeggio sulla triade maggiore dei grilli mi ha ricordato in qualche modo un uccello che, tempo fa, ho sentito cantare di fronte alla mia università musicale.
La prima volta sono rimasto veramente sorpreso da quanto fossero definite quelle note.

Ho pensato che fosse molto più musicale di noi cantanti, senza offesa per noi. Quella melodia aveva uno scopo ben preciso.

melodie

Nel mondo dell’arte e, nello specifico, della musica, ci sono tanti riferimenti ai canti avicoli, da Haydn, a Vivaldi, passando per Hendel e tanti altri, ma vorrei accennare qualcosa su Olivier Messiaen. È un compositore del secolo scorso (1908-1992) che si definiva principalmente un ornitologo, più che un musicista. Ha composto una serie di opere facendo riferimento ai canti degli uccelli, tra cui:

Le Merle Noire, per flauto e pianoforte

Réveil des oiseaux, per pianoforte e orchestra

Oiseaux Exotiques, per pianoforte e orchestra da camera

e addirittura un catalogo basato su circa 77 specie differenti, chiamato Catalogue d’oiseaux, per pianoforte. Un lavoro enorme, che può non essere facile da ascoltare, ma è una vera e propria trasposizione in musica di questi canti. Al link di seguito potrete trovare lo stesso Messiaen che spiega brevemente una delle sue composizioni

Ho trovato molto interessante la descrizione del processo compositivo. Un’idea di armonia basata sulla timbrica e sul colore, più che su un’architettura “classica”. Messiaen è molto conosciuto soprattutto per i suoi studi sulla modalità, per aver teorizzato i famosi modi a trasposizione limitata, ma anche per i suoi studi sul ritmo, influenzati dalla musica dell’antica Grecia, dal canto gregoriano e dalla musica carnatica. Grazie alle sue ricerche ha dato un importante contributo all’armonia moderna e la sua ricerca dell’astrazione (anche tramite la frequente assenza di pulsazione), della contemplazione della natura e del colore, hanno portato la sua musica in una dimensione fortemente sinestesica. Qui di seguito un estratto dove potrete osservare il suo approccio

Tra le sue tante composizioni, va sicuramente ricordato il “quartetto per la fine del tempo”, in otto movimenti, scritto tra il 1940 e il 1941 nel lager nazista di Goerlitz, in cui ho trovato molto evidente la ricerca sinestesica

Visto che siamo nel portale della voce, è bene ricordare che scrisse delle composizioni vocali molto interessanti di cui vi propongo un paio di ascolti:

Olivier Messiaen - Trois Mélodies (1930)

Olivier Messiaen - Vocalise-Étude (1935)

Tornando però al legame con la natura vi vorrei proporre un’ultima riflessione. Ciò da cui prende costantemente spunto Messiaen, ovvero il canto degli uccelli, è una vera e propria forma di comunicazione, anche se non articolata ed ha influenzato profondamente la sua espressione musicale. Darwin stesso descrive il canto degli uccelli come il linguaggio più vicino al nostro, in quanto manifestazione ed espressione istintiva di stati emotivi. Ogni specie ha dei suoni e una gamma di frequenze specifiche e un ritmo variabile in base alla situazione e allo stato emotivo. Alcuni scienziati e linguisti teorizzano addirittura che ci siano delle componenti genetiche simili tra uccelli e uomini, nella sfera del linguaggio e che il loro canto abbia influito sull’evoluzione del nostro protolinguaggio. 

Non è affascinante tutto questo? Quanta armonia ed espressione, in senso lato e anche strettamente musicale, si celano dietro una semplice melodia?

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