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La ricerca

Caro Diario,

sono passati alcuni mesi dall’ultima volta che ti ho scritto. Sono successe diverse cose nel frattempo, alcune belle, altre meno, che hanno completamente rivoluzionato la nostra vita. Ti informo che a quanto pare è stato fatto il misfatto! Sono diventato logopedista! Non è stata la cerimonia che ho sempre sognato, non avevo attorno a me parenti e amici, ma l’emozione è stata comunque forte. Soprattutto perché ho chiuso un capitolo della mia vita e ne ho aperto un altro. Anche se sappiamo già il finale della storia, non significa che io non voglia più raccontarti del percorso che mi ha portato a questo traguardo. Eravamo rimasti alla volontà di scoprire qualcosa di più sulla voce assieme al mio caro amico e maestro Albert.

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Abbiamo studiato e ristudiato il come, il dove, e con chi andare a ricercare l’efficacia di questa intuizione. E il primo vero ostacolo incontrato è qualcosa che ho sempre vissuto da osservatore, ma mai in prima persona.

Perché si, fare arte e fare scienza hanno di certo molti punti in comune, ma mentre nella prima la creatività, l’emozione e il messaggio hanno il sopravvento, nella seconda prevale il metodo, la rigidità del protocollo e la costruzione di una oggettività che non può prescindere. Questo per me è stato il più grosso scalino da compiere, e ammetto che in un primo momento mi ha destabilizzato molto. Fortunatamente mi sono circondato di persone che sono riuscite e a farmi scoprire il valore artistico e creativo della scienza. Perché dietro a quei numeri così freddi e vuoti di significato, si nascondeva semplicemente un linguaggio diverso ma che portava comunque ad un unico fine. Cercare di comprendere la voce. La nostra voce. Ho imparato in questa ricerca il privilegio di cercare la bellezza che si nasconde dietro di essa. Perché si, mi ritengo privilegiato nel potermi addentrare in questa foresta oscura che è il sapere, nel tentativo di ricercare anche un minimo bagliore che mi permetta di ritrovare la via. Questo viaggio per me è stato questo. Un privilegio ricco di ostacoli.

Grazie al Prof. Fussi che ci ha messo in contatto con Valentina Cortesi, abbiamo trovato nel centro Mousikè una casa dove poter costruire la nostra ricerca. E sempre grazie a Valentina siamo riusciti a trovare una decina di cantanti professionisti che hanno a scatola chiusa accettato di mettersi in gioco e donare gratuitamente ore della loro giornata per non si sa quale motivo. Non smetterò mai di ringraziarli per questo, e mi piace pensare che sia un dono del canto che unisce. Da qui, giorno dopo giorno, cantante dopo cantante, abbiamo fatto fare strani movimenti e prestare attenzione a cose assurde a questi professionisti, riprendendo da due telecamere e registrando ogni singola variazione della voce. Finalmente quello che era solo nella nostra testa stava prendendo forma. Non sapevamo cosa avrebbe portato, ma in ogni caso eravamo consci che sarebbe stato un successo, perché tutti in quei giorni abbiamo imparato qualcosa, e anche se la ricerca avesse dato esiti negativi, sarebbe stata comunque la scoperta di qualcosa. Ora vado, tra qualche settimana ti racconterò come è finita questa storia.

A presto Caro Diario.

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