CORPO&VOCE

Circular Music Tour Spagna – Catalogna

Ricevo un messaggio da Pau Gimeno, Musicoterapista, Drum Circle Facilitator che vive e lavora a Barcellona:
“Hello brother would you like to come in BRC to facilitate some Bodymusic workshops and Drum Circles?”
La risposta è stata ovviamente si ed ho comprato subito i biglietti aerei ma a quel punto Juan Manuel el Hermosilla, un altro amico Drum Circle Facilitator di Cieza, provincia di Murcia, mi ha detto: “Visto che vieni nella penisola iberica ti andrebbe di venire al sud a fare un seminario e a fare un sopralluogo nella mia città? Vorrei organizzare un workshop con te ed Albert Hera a Febbraio qui nella mia città”.
Parto Mercoledì 13 Novembre per Alicante, felice per la settimana densa di impegni.

GIOVEDÌ


Giovedì mattina incontro Juan a Los Alcazares, meraviglioso paesino affacciato sul Mar Menor, tristemente famoso per essere stato colpito da una grande alluvione settembre scorso; alcuni mezzi stanno risistemando la spiaggia che ovviamente dopo il disastro non esisteva più.

Facciamo colazione in un bar antico sulla riva di questo grande lago salato e partiamo per Cieza, la sua città.

Proprio a Cieza dal 28 Febbraio al 1 Marzo 2020 con Albert Hera terremo il primo Circleland Spain, tre giorni di workshop di circlesinging e body music con concerto e drum circle finali.

Dopo un pranzo in una locanda storica di Murcia (l’accostamento musica-cibo sarà una costante in questo viaggio) siamo andati ad Alicante per il primo workshop di body music e giochi musicali cooperativi dedicato agli insegnanti di un collegio della città. È stato un bel momento per confrontarmi con insegnanti che lavorano quotidianamente con ragazze e ragazzi della scuola primaria in un contesto diverso da quello italiano. Magnifico trovare un’aula dedicata solo alla Musica con strumenti e supporti dedicati.

VENERDÌ

Venerdì pomeriggio arrivo finalmente a Barcellona, una delle mie città preferite in assoluto. Mi piace perdermi per le vie della parte antica o godermi il flusso di persone sulla Rambla o sul viale dell’Arco di Trionfo.

L’ultima visita in questa città è stata nel Luglio del 2018 per seguire un meraviglioso workshop di “Drum Circle Extended” condotto da Mary Knysh che metteva insieme tamburi, voce, body music e strumenti melodici/armonici con un approccio veramente illuminante.

Concludo il pomeriggio passeggiando e mangiando mango al Mercato della Boqueria, uno dei luoghi più ricchi di vita di questa splendida città.

SABATO

Il sabato mattina mi dirigo a piedi (una bella passeggiata di 6 km) verso il luogo dove terrò il workshop godendomi la città che si sveglia. Arrivo al centro culturale “Boca Nord”, luogo brulicante di persone di qualsiasi età che il giorno offre attività culturali di ogni genere e per ogni fascia di età e la sera si trasforma in locale in cui si fa musica live ed eventi aggregativi.

Qui incontro le persone che seguiranno il mio workshop tra cui alcuni cari amici facilitatori di drum circle che ho conosciuto nelle varie formazioni internazionali. Sono persone provenienti sia da Barcellona e dintorni che da altri luoghi della Spagna, il più folle di tutti è il mio amico Josè Manuel Zarate che è venuto in treno dalla Cantabria per seguire la formazione.

Usciamo dal workshop felici e arricchiti per lo scambio e per la bella energia e passiamo tutto il pranzo a parlare di musica circolare in tutte le sue sfaccettature e a confrontarci su come ognuno di noi la utilizzi nei vari contesti, dal team building aziendale al community building passando per la didattica e la salute mentale; meraviglioso confrontarsi con tanti professionisti che lavorano in contesti così variegati.

La sera nello stesso luogo facilito un community drum circle sia per i partecipanti al corso che per ragazzi e famiglie che frequentano quel luogo di aggregazione, è sempre una bella sfida essere al centro di un cerchio quando sai che ci sono professionisti ma è anche meraviglioso sentire il loro supporto e la loro totale attenzione.

Bellissima energia dopo il drum circle, sempre incredibile come la musica possa essere il collante di persone che vengono da contesti differenti

A sorpresa viene a trovarmi durante il drum circle Enrica Tifatino, una meravigliosa ed energica facilitatrice, musicoterapeuta e arteterapeuta italiana che vive ormai da 20 anni a Barcellona che circa un anno fa ha tenuto un bel Master al Conservatorio di Pescara all’interno del Corso di Musicoterapia ma che all’epoca non ero riuscito a incontrare per impegni lavorativi.

DOMENICA

La Domenica avrebbe dovuto essere off ma i miei amici Oliver Solmat e Merce Mateo, coppia nella vita e nel lavoro, entrambi musicisti, coach, facilitatori ed esperti di PNL mi invitano a dormire a casa loro e ad aiutarli per una gig che si sarebbe tenuta la domenica mattina in un posto sperduto nell’entroterra a nord-ovest di Barcellona. Accetto volentieri e vado a dormire da loro, concludo il sabato sera con una tortilla spagnola DOC, un paio di bicchieri di vino buonissimi e una suonata con una chitarra classica fatta da un liutaio andaluso, probabilmente la più bella chitarra classica che io abbia mai suonato in vita mia.

Parto con Oliver alle 7.00 di domenica mattina e dopo un paio d’ore di viaggio arriviamo in questa scuola sperduta nella nebbia dove ci stavano aspettando 70 bambini dai 5 ai 17 anni appartenenti ad un’associazione corale con i quali abbiamo fatto sia attività di body music sia giochi ritmici con percussioni. Ovviamente abbiamo diviso i ragazzi in due gruppi in modo da evere età più omogenee e la cosa più sorprendente è che il gruppo dei piccoli (i più grandi avevano 9 anni) ha dimostrato un senso ritmico ed un livello di ascolto veramente incredibile 🙂

Ricaricato il furgone torniamo a Barcellona e ce ne andiamo a festeggiare il lavoro svolto mangiando in un tapas bar nella città vecchia e godendoci alcune delle vie meno conosciute e i molti artisti di strada incontrati.

La sera mi incontro in un altro Tapas Bar con Santi Carcasona e la sua compagna Berta. Santi è un musicista poliedrico, didatta e facilitatore che avevo incontrato una sola volta prima di allora e che conoscevo per aver creato una versione di Clapping Music di Steve Reich molto originale che ha più di mezzo milione di visualizzazioni in Youtube. Santi negli ultimi anni ha lavorato molto come facilitatore ed ha sviluppato molti giochi con i Boomwhackers. La serata è veramente piacevole e ci ripromettiamo di incontrarci di nuovo presto.

LUNEDÌ

Il lunedì mattina mi incontro con Pau in una stazione e andiamo in treno verso la periferia di Barcelona. Li lavorerò con un gruppo di persone, utenti di un centro di salute mentale, che Pau incontra settimanalmente tenendo sessioni di musicoterapia collettive. Nel gruppo c’è anche un italiano al quale chiedo di farmi da traduttore, si chiama Stefano, è di Bergamo ed è a Barcellona circa 10 anni. L’ora di musica circolare passa in fretta tra giochi di interazione, ritmi di body percussion e semplici improvvisazioni vocali. Si sorride, ci si diverte e c’è una bella atmosfera; Pau e il suo gruppo fanno veramente un buon lavoro, non è mai facile in certi contesti mettersi in gioco col corpo e con la voce ma il gruppo è molto coeso e gli incontri settimanali con i musicoterapisti evidentamente portano risultati in termini sia di relazione che di lavoro sul mettersi in gioco e sulla musicalità portando dei piccoli risultati sulla qualità di vita di queste persone.
Il Lunedì pomeriggio ho un workshop all’università. Nel corso di didattica le future maestre hanno anche delle ore settimanali di laboratorio di musica, Pau è uno dei due docenti che tiene questo laboratorio ed il mio intervento sarà inserito in questo contesto.

Incontro una quarantina di giovanissime studentesse (e uno studente) che saranno future insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, mi guardano con aria incuriosita ma anche sospettosa; Pau mi ha detto che alcune di loro hanno molti pregiudizi rispetto alla musica e che non si sentono musicali per cui decido di aiutarlo nel suo lavoro proponendo giochi ritmici e attività musicali cooperative in cui la musica non è il focus ma un mezzo per perseguire altre finalità. All’inizio mi guardano come se fossi un alieno ma poi si lasciano andare e alla fine della sessione l’energia è altissima; a quel punto parlo di musica e faccio notare loro quanto la loro musicalità si sia espressa in quell’ora di lavoro, quanto il corpo abbia ballato e si sia mosso, quanto la loro voce abbia disegnato melodie e creato armonia unendosi con le altre voci. Sono felice, il risultato è stato raggiunto e non era scontato.

Termina così questa intensa settimana di viaggio, musica e condivisione.

Torno in Italia consapevole di essere fortunato, faccio un lavoro che amo profondamente e che non cambierei nonostante la stanchezza e l’incertezza, ho la possibilità di conoscere persone condividendo Musica, ho la possibilità di viaggiare, conoscere culture nuove e di lasciare che tutte queste esperienze mi cambino ogni giorno.

Prossimo viaggio: India!!!
Si parte per Bangalore il 14 Gennaio 2020-01-14m

Mostra di più

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi
Chiudi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il secondo e il quarto lunedì di ogni mese riceverai informazioni e chicche riguardanti il mondo della voce.